La narrativa per l'infanzia nella storia



VII-VI secolo a.C. – Esopo scrive le Favole, attestate negli scritti di Platone e Aristofane. Ne sono giunte a noi circa 400

15 a.C.-51 d.C. – Fedro scrive una raccolta di favole in 5 libri, rielaborando in lingua latina quelle di Esopo

VII e VIII sec. – Si producono opere didascaliche, antologie e manuali per le scuole monastiche di Adelmo di Malmesbury, monaco di origine sassone e di Alcuino (Acwin) noto come Albino Flacco, nobile sassone nato verso il 735 nella provincia di York, abate di S. Martino di Tours, precettore di Carlo Magno, dei figli e delle principesse di corte, che morì nell’804

Nel Medioevo romanzo fu grande la fortuna delle versioni delle favole di Esopo e del Roman de Renart (la volpe) opposto a Ysegrin (il lupo)

ca. X sec. - Mille e una notte – si tratta di una raccolta di novelle orientali, di ambientazione e autori diversi, nota in Occidente grazie alla raccolta del XVIII sec. di Antoine Galland

1477- Book of courtesy - Raccolta di poemi in rima che definisce il codice di comportamento del bambino saggio. Fu stampata da William Caxton (Kent 1415 o 1422- Westminster 1492), primo stampatore inglese, traduttore e diplomatico. Stampò anche La morte di T. Malony, modello dei futuri adattamenti delle leggende arturiane

1634-1636 - Lo Cunto de li Cunti ovvero Lo trattenemiento de’ peccerille o Pentamerone perché comprende 50 racconti in 10 giornate di Giambattista Basile (1575-1632) (postumo). Con molta probabilità alcune fiabe del Cunto ispirarono C. Perrault per I racconti di mamma Oca

1650-1654 Orbis sensualium pictus di Giovanni Amos Comenio (1592- 1670). Vero archetipo della libro per bambini -Il mondo figurato delle cose sensibili- pubblicato da un educatore protestante, il pedagogista e umanista boemo Jan Amos Komenský. Il libro, composto in Ungheria, fu stampato a Norimberga nel 1658 e divenne un autentico bestseller tradotto in Europa e Asia nelle varie lingue; con testo latino, si avvale di numerose illustrazioni con bambini per protagonisti. Secondo Comenio l’illustrazione rafforza le impressioni delle cose, invoglia le menti ancora tenere a cercare cose piacevoli in altri libri e, in ultimo, permette d’imparare a leggere più facilmente [cfr. Crupi, Gianfranco, Dare la parola all’immagine … in Nuovi annali della scuola specialistica per archivisti e bibliotecari- Anno XXI, 2017]

1668 - 1694 – Favole di Jean de La Fontaine (1621-1695). Le Favole sono tratte da quelle di Esopo e di Fedro ma anche da fonti medievali e tradotte in versi; l’autore le dedicò al Delfino, figlio di Luigi XIV

1697 - Le Storie o racconti del tempo passato con un’aggiunta di moralità, meglio note come I Racconti di mamma Oca di Charles Perrault (1628-1703)

1699 Les avventures de Télémaque di François Fenelon (1651-1715). Si può ritenere il primo romanzo per ragazzi e fu scritto per l’erede al trono di Francia, il duca di Borgogna. Ispirato alle vicende di Telemaco nell’Odissea, in 24 libri, persegue l’ideale di educare divertendo, mischiando elementi classici e mitologici a risvolti psicologici tipici del Seicento francese. Venne ristampato con successo fino all’Ottocento

XVII e XVIII secolo – In questo lasso di tempo i bestsellers della letteratura per ragazzi sono in realtà libri per adulti: così è per esempio Robinson Crusoe di Daniel De Foe (1660- 1731), stampato nel 1719

1726 - I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift (1667 – 1745);

1744 A Little Pretty Pocket-Book, primo libro della serie Biblioteca giovanile, collana stampata a Londra da John Newbery (1713 – 1767). Nell’Inghilterra, all’alba della rivoluzione industriale, dove nelle filande e nelle miniere si sfrutta già la manodopera minorile, lo stampatore J. Newbery, con i volumetti della sua collana a basso costo ma stampata su carta pregiata e illustrata da disegnatori di talento, scopre un nuovo pubblico: i bambini della borghesia londinese. Il contenuto fatto di racconti, filastrocche, indovinelli, risponde al filone della letteratura per l’infanzia che coniuga intrattenimento e istruzione e vede il bambino come soggetto da plasmare e dirigere. Sulla letteratura per ragazzi Newbery consolidò la sua fortuna economica

1784 - L'ami des enfants di Arnaud Berquin (1749-1791). Pubblicato in 6 volumi

1785Le avventure del barone di Münchausen di Rudolf Erich Raspe.

Locandina Spigolature

XIX secolo – L’Ottocento e, in particolare, il Romanticismo tedesco, vedono il risveglio del genere più tipico della letteratura per l’infanzia: la fiaba. In essa si mescolano l’idea di Rousseau di un mondo popolare vicino allo stato di natura e l’attrazione, tipicamente romantica, verso le antiche tradizioni da cui attingere le radici identitarie della Nazione. I fratelli Jacob (1785 – 1863) e Willhem (1786 – 1859) Grimm, autorevoli linguisti e filologi tedeschi, studiosi di folklore, raccolgono fiabe tedesche tramandate soprattutto oralmente. Nel 1812 pubblicano il primo volume di Kinder und Hausmärken, opera basilare per la cultura della Germania del tempo, non ancora nazione ma alla ricerca di un’identità collettiva. Anche i Grimm, come a suo tempo Perrault in Francia, si sono ispirati per questa raccolta ad alcune fiabe presenti nel Cunto de li Cunti di Giambattista Basile. Le fiabe dei Grimm (1812 – 1822) furono tradotte in tutto il mondo e alcune di esse, Hansel e Gretel, Biancaneve, Pollicino, Cappuccetto rosso, sono tra le più famose in assoluto.

Nella letteratura italiana, le fiabe, sia nell’Ottocento che nel Novecento, vengono accolte con molta cautela. Giuseppe Fanciulli (1881 - 1951), pedagogista e scrittore italiano riconobbe ai Grimm di aver interpretato “l’anima germanica” e i suoi temi: “l’orgoglio umiliato”, “la malvagità invidiosa scoperta e punita” e pertanto “l’abuso di crudeltà e di balordaggine” andavano tenute lontane dalle giovani menti.

-  In Inghilterra nell’Ottocento si diffusero tra bambini e ragazzi i romanzi storici di Walter Scott (1771 – 1832), tradotti anche in Italia dal 1821 da Gaetano Barbieri. Ebbero tutti un gran successo di pubblico, decretando la fortuna del romanzo storico; ricordiamo il primo romanzo Waverley, pubblicato nel 1814 ed ancora Ivanhoe nel 1820, The Talisman (noto come Riccardo Cuor di leone) nel 1825.

- In Italia, nell’Ottocento, la letteratura per l’infanzia è fortemente influenzata dalla politica della Restaurazione seguita alla Rivoluzione francese e alle guerre napoleoniche. In un Paese non unificato, laici e religiosi si facevano promotori di una pedagogia fondata su valori filosofici o religiosi e auspicavano la creazione di una scuola pensata per tutti, premessa necessaria per formare un popolo nuovo, capace di farsi artefice del proprio destino liberandosi dal giogo straniero. In questo contesto si inseriscono le istanze di una nuova borghesia imprenditoriale - in ritardo rispetto al resto d’Europa - finalizzate all’istruzione elementare popolare per la formazione di manodopera operaia qualificata.

La letteratura per l’infanzia assume nell’Italia preunitaria un ruolo pedagogico che si rafforza con l’Unità, caricandosi da subito di intenti didascalici e moralistici che faticherà a perdere; nelle corti degli stati italiani più avanzati si avverte l’esigenza di un ampliamento dell’istruzione infantile. Gli scrittori di questi anni sono in maggioranza addetti ai lavori: educatori, insegnanti, ispettori scolastici, ben consapevoli di cosa la classe dirigente vuole da loro, ma al tempo stesso, coscienti di creare una letteratura minore.

Tra gli autori più significativi del periodo ricordiamo Pietro Thouar (1809 – 1861), di ideologia cattolica liberale, autore, tra le altre cose, di 2 opere: Libro di lettura giornaliera. Repertorio di nozioni utili adattato all’intelligenza dei fanciulli e Racconti per i giovanetti; il pedagogista milanese Luigi Alessando Parravicini che nel 1837, pubblica il Giannetto, un libro scolastico che alternava parti narrative a sfondo morale e nozioni di varie discipline, inaugurando una formula di successo che varrà al volume sessanta riedizioni in cinquant’anni. Il Giannetto è il primo libro scolastico a godere di diffusione nazionale – ha avuto molte imitazioni, fra le quali il Giannettino di Collodi (1877) – ed esercita una grande influenza sui pochi ragazzi che possono avvalersi dell’istruzione elementare.

Fin dall’Unità anche narratori e poeti affermati come Luigi Capuana, Guido Gozzano e Giovanni Pascoli scrivono per bambini e ragazzi, mentre le case editrici si contendono questo mercato che si rivela subito redditizio. Una in particolare, la Mondadori, sul libro per l’infanzia fonda le sue fortune grazie alla collana “Bibliotechina della Lampada “ creata da Arnoldo Mondadori e Tomaso Monicelli.

Libri e periodici per l’infanzia nel neonato Regno d’Italia veicolano i valori della classe dominante e naturalmente la grammatica italiana, sconosciuta ai più data la preponderanza dei dialetti nella lingua parlata. Non mancano però di sostenere idee politiche: è il caso ad esempio del Giornalino della Domenica di Vamba a favore dell’irredentismo e del nazionalismo.

Tra gli autori di questo periodo è fondamentale citare Carlo Lorenzini (1826 - 1890), noto con il nome di Collodi dal paese natale della madre, che nel 1876 pubblica il racconto Viaggio nell’Italia di Giannettino, nonché Le avventure di Pinocchio: storia di un burattino, che è certamente l’opera per l’infanzia italiana più famosa di tutti i tempi, tradotta nelle più svariate lingue, precedentemente pubblicata a puntate sul Giornale per i bambini con il titolo Storia di un burattino. Le avventure di Pinocchio modificava in maniera positiva il finale della precedente versione, a richiesta dei piccoli lettori, che non avevano apprezzato la morte del burattino nella prima stesura.

Ancora, va citato Edmondo De Amicis (1846 – 1908) autore nel 1886 di Cuore, “libro … scritto per fare amare la scuola” (Cibaldi 1987), una scuola che “agisce da filtro ideologico e da motore di interpretazione … luogo di formazione etica e civile, fulcro di una emancipazione universale”. Emilio Salgari (1862 – 1911), veronese, di origine modesta, appassionato lettore di romanzi di avventura, esordisce pubblicando a puntate su una rivista milanese di viaggi il racconto I selvaggi della Papuasia. Subito dopo escono La tigre della Malesia e La favorita del Mahdì sul quotidiano Nuova arena della sua città. Pubblica 83 romanzi e circa 153 racconti.

 

L’Italia umbertina (1878, morte di Vittorio Emanuele III – 1900, omicidio di Umberto I) vive le contraddizioni e le delusioni del post Risorgimento: la Triplice alleanza con Germania e Austria, il trasformismo di De Pretis, il governo Crispi e la sua politica coloniale, la nascita del Partito socialista (1882), gli scioperi travolti dalle cannonate dell’esercito del generale Bava Beccaris, la crisi sociale in Sicilia (1893 – 1894).

Tra gli autori del periodo i contributi di diverse scrittrici italiane, quali Anna Vertua Gentile, Emma Perodi, Sofia Albini, Ida Baccini, che iniziano come scrittrici nelle riviste, più economiche e di conseguenza di più ampia diffusione presso i giovani lettori.

Ernesto Giuseppe Nuccio (1874 - 1933), autentico figlio del Risorgimento – il padre palermitano fu bersagliere di La Marmora e la madre Clotilde Gerli era figlia di uno scultore famoso – si trasferì a 4 anni a Palermo dove si stabilirà ed eserciterà l’attività di maestro elementare. È  autore di una consistente produzione di romanzi per l’infanzia tra cui ricordiamo i Racconti della Conca d’oro, pubblicati a puntate sul Giornalino della domenica di Vamba nel 1911, Sicilia buona (1914), Turi: infanzia dolorosa (1917) e Picciotti e garibaldini (1919).

Negli Stati Uniti riscuotono grande successo anche presso il pubblico adulto sia i romanzi d’avventura che hanno per sfondo il selvaggio West, come il celebre L’ultimo dei Mohicani (1826) di James Fenimore Cooper (1789 – 1851), sia quelli animati dalla potente fantasia di E. Allan Poe (1809 – 1849) e di Herman Melville (1819 – 1891) creatore di Moby Dick. La battaglia per l’abolizione della schiavitù riceve eco mondiale con La capanna dello zio Tom (1852) di Harriet Beeker Stowe (1811 – 1896).

XX secolo - Nel corso del ventennio fascista la letteratura per l’infanzia non si sottrasse al fine propagandistico dell’ideologia mussoliniana. L’obiettivo del Regime era di educare le giovani generazioni attraverso l’ideale della rinascita della Nazione che passava, in ultima analisi attraverso, l’accettazione della guerra. Era nato un nuovo genere narrativo, che trasformava in favola le gesta del Duce e le attività del fascismo.

Tra gli scrittori del periodo vanno citati Olindo Giacobbe, Olga Visentini (1893 – 1961) e ancora Giuseppe Fanciulli. Malgrado la linea propagandistica del “libro e moschetto”, vengono inaugurate collane fondamentali come la Biblioteca dei miei Ragazzi (Salani) o La Scala d’oro (UTET), che tradurranno e divulgheranno testi importanti non omologati. Tra i titoli ricordiamo Berlué del 1929 di Francesco Jovine (1902 – 1950), Ciuffettino Balilla del 1931 di Yambo (al secolo Enrico de’ Conti Novelli di Bertinoro, 1876 – 1943) e Corcontento del 1931 di Renzo Pezzani (1898 – 1951). Le restrizioni della guerra, causarono anche una riduzione della produzione editoriale a partire dal 1942.

 

Nel dopoguerra, il mutato clima politico, la Liberazione e la nascita della Repubblica, ridaranno entusiasmo e fervore alla letteratura in genere. Nonostante ancora negli anni ‘50 la solarizzazione sia molto bassa, si vive una grande stagione della narrativa italiana e straniera. In quegli anni cominciano a diffondersi le Enciclopedie per ragazzi - Conoscere (Fratelli Fabbri), Vita meravigliosa (Ed. Confalonieri), I Quindici (Field Educational Italia), Enciclopedia dei Ragazzi (Mondadori) e tante altre -. L’editore Einaudi nel 1956 per la collana Millenni pubblica Fiabe italiane di Italo Calvino (1923 - 1985) e nel 1959 nella collana Libri per ragazzi un romanzo dal titolo Le straordinarie avventure di Caterina di Elsa Morante (1912 – 1985).

Tra gli scrittori specializzati nella letteratura per l’infanzia, un posto a parte merita Gianni Rodari (1920 – 1980), giornalista, scrittore e poeta, unico italiano a vincere il premio Hans Christian Andersen nel 1970. Nel 1951 escono Il Libro delle Filastrocche e Il Romanzo di Cipollino, nel 1962 le Favole al telefono, e tanti altri fino al Gioco dei quattro cantoni nel 1980.