ROSALIA CULTO E DEVOZIONE

Biblioteca centrale della regione Siciliana "A.Bombace"- Palermo

10 luglio - 21 luglio 2017 - Eventi - Lunedi 10 ore 17.00 - 18.30 dall' 11 al 13 ore 09.00 - 18.30 dal 14 al 21 ore 09.00 - 13.30

Rosalia ROSALIA. CULTO E DEVOZIONE. Iniziative della Biblioteca centrale della Regione   Siciliana “Alberto Bombace” in occasione del 393° Festino di Santa Rosalia.

Rosalia è la patrona di Palermo, fanciulla di origini normanne, eremita, invocata come santa miracolosa e taumaturgica. Dopo il Concilio Tridentino, la Chiesa s’impegnò a ricondurre la devozione popolare, fortemente influenzata da elementi estranei al cristianesimo, entro i canoni dell’ortodossia cattolica, incrementando il culto dei santi e l’esercizio delle pratiche di fede. Il culto di Rosalia ha in Sicilia origini molto antiche e pare risalire al secolo XIII: diverse chiese ed altari in suo onore, erano, infatti, presenti in vari paesi dell’isola e a Palermo, già prima che avvenisse il presunto ritrovamento del corpo il 15 luglio 1624. L’esposizione delle sante spoglie portate in processione per le vie della città pose fine al flagello della peste che imperversava su Palermo; il 15 Agosto 1625 il Senato proclamò pertanto Rosalia la principale protettrice della città, dandole un posto di rilievo rispetto alle altre sante patrone della città, Ninfa, Oliva, Cristina e Agata; nel contempo l’arcivescovo di Palermo Giannettino Doria dispose che le sue reliquie fossero deposte nella Cattedrale. E’ stato scritto che “l’invenimento delle ossa… contribuì a soppiantare il culto dei Santi Rocco e Sebastiano, protettori per eccellenza contro peste ed epidemie in genere, grazie anche all’azione capillare degli ordini religiosi, Gesuiti in primis, tanto che ad essi spettò la direzione ufficiale della sistemazione definitiva della tradizione e del culto”. Nel 1630 papa Urbano VIII dispose che il nome di Rosalia venisse inserito nel Martirologio Romano al 15 luglio, giorno del rinvenimento del corpo, e al 4 settembre, il dies natalis, ossia il giorno di passaggio alla vita celeste.

La Mostra di edizioni antiche dedicate a Santa Rosalia, allestita a cura della Sezione Fondi Antichi della Biblioteca nella sala della “Congregazione delle Missioni”, è dedicata alla tradizione iconografica che ritrae la Santuzza, ora con abito di foggia greca tipico dell’epoca normanna (una tonaca grigia di tipo francescano), ora nelle vesti di monaca benedettina (come sosteneva il Tornamira); ha sul capo una corona o di rose bianche, simbolo di verginità o di rose rosse, con allusione alla vita di stenti e rinunzie, o in sua vece una corona d’oro e gemme, emblema di sapienza, nelle mani tiene un crocifisso e a volte un teschio, simboli di penitenza e di espiazione.

S. RosaliaL’ex Collegio Massimo dei Gesuiti, oggi sede della Biblioteca, fu nei primi decenni del XVII secolo il luogo di “redazione” dell’opera di Giordano Cascini, Rettore del Collegio, chiamato dal Cardinale Giannettino Doria a far parte della commissione di teologi che doveva stabilire l’autenticità delle reliquie della Santa. E non va trascurato il ruolo della Compagnia quale “architetto essenziale del Festino” nel periodo seguente ai violenti episodi del 1647: il Collegio era la prima significativa tappa delle processioni che prendevano l’avvio dalla Cattedrale. Già in quella del 1 agosto 1624 compare, per la prima volta, un “quadro di Santa Rosalia che era delli padri del Collegio portato appunto in processione perché sequiva la infermità di S. A. principe Filiberto”. Nella Chiesa del Collegio, Santa Maria della Grotta vi era infatti una cappella dedicata a “Santa Rosalia con un dipinto ad olio su tela”, oggi nella Chiesa di San Francesco Saverio. L’opera è relativa al Trionfo di Santa Rosalia: la costruzione dell’immagine evidenzia la trasfigurazione della Santa nel suo volgersi verso il cielo avvolta dalla luce e da una danza di puttini e fiori e, come era consueto nello stile letterario, privilegia il gioco etimologico del nome scomposto in Rosa-lilia (rosa e gigli); così vengono evocati il profumo delle sue virtù e la purezza della sua castità.

“Viva Palermo e Santa Rusulia”, gridato a squarcia gola, è l’invocazione di giubilo che sintetizza nei palermitani il legame forte tra la Città e la “Santuzza”, il vezzeggiativo con cui i palermitani si rivolgono alla propria Santa Patrona. La Cattedrale di Palermo riscrive la sezione del proprio sito web dedicata a Santa Rosalia per mettere in evidenza la motivazione profonda di questo legame e di come questo si sia espresso nel corso dei secoli fino a oggi nelle forme della tradizione popolare e rappresentazione artistica. Lunedì 10 luglio, alle 17 nella Congregazione delle Missioni, Don Filippo Sarullo, Parroco della Cattedrale, e Tommaso Calamia, del Progetto Policoro dell’Arcidiocesi di Palermo, presenteranno il sito. I Palermitani amano ed onorano Santa Rosalia per le sue virtù cristiane, perché “riconosciuta Vergine Santa della Chiesa Cattolica” come ha detto il Cardinale Pappalardo nella omelia pronunciata in occasione del Festino del 1980. Le pagine del sito invitano a mettersi in cammino con Santa Rosalia ripercorrendo i suoi passi in vita ed i luoghi topici del culto e della devozione popolare proponendo a pellegrini e turisti 4 itinerari. In collaborazione con il team turismo del Progetto Policoro dell’Arcidiocesi di Palermo il sito propone e sollecita a potenziare i servizi di accoglienza ed assistenza a pellegrini e turisti invocando Santa Rosalia perché sostenga ed accompagni lo sviluppo di una economia rispettosa della persona umana.

Urna S.RosaliaInfine, in collaborazione con le Associazioni “Cassaro Alto” e “Magistri Maragmae” mercoledì 12 alle 17, sempre nella Congregazione delle Missioni, vi sarà l’incontro tema “L’urna di Santa Rosalia, esempio di oreficeria sacra siciliana”. Dopo le presentazioni del Dott. Carlo Pastena, Direttore della Biblioteca, e dell’Avv. Francesco Lombardo, per l’Associazione Cassaro Alto, l’Arch. Giuseppe Scuderi presenterà le relazioni degli Architetti Guido Santoro e Ciro Lo Monte, della Monreale School Arts & Crafts - Magistri Maragmae. All’interno del chiostro sarà allestita una mostra fotografica di Maria Anna Giordano sull’urna di Santa Rosalia.